Un cucciolo Staffordshire Bull Terrier che va all'estero
Tempi, documenti, export pedigree
Un cucciolo destinato a una famiglia di un altro paese europeo parte intorno ai quattro mesi, non a due. Servono antirabbica, passaporto europeo, certificato sanitario TRACES ed export pedigree ENCI. Qui sotto, come funziona.
Dal 2013 · Pedigree ENCI · Italiano, English, Deutsch
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Un cucciolo di Staffordshire Bull Terrier destinato all'estero non parte a due mesi come uno che resta in Italia, e il motivo è sanitario. Per uscire dal paese serve la vaccinazione antirabbica, che non si può somministrare prima delle 12 settimane di vita, e dopo la prima dose vanno attesi altri 21 giorni perché diventi valida ai fini dello spostamento. Il conto è presto fatto: un cucciolo nato oggi può viaggiare non prima dei quattro mesi. A questo si aggiungono il passaporto europeo, il microchip registrato all'anagrafe e il certificato sanitario ufficiale, secondo il Regolamento UE 576/2013. Chi promette una consegna all'estero a due mesi o non conosce le regole o le sta violando, e in entrambi i casi vale la pena chiedersi cos'altro non stia facendo. Documenti, auto, treno e aereo: le regole pratiche sono nella guida su come viaggiare con lo Staffy.
Ci arrivano richieste da fuori Italia, soprattutto dai paesi dell'Est europeo. È possibile, lo abbiamo già fatto, ma funziona diversamente da un affido in Italia e conviene saperlo prima di affezionarsi a una foto.
Il cucciolo non parte a due mesi
In Italia un cucciolo non può lasciare la madre prima dei 60 giorni. Per uscire dal paese, invece, gli serve la vaccinazione antirabbica, che non si può fare prima delle 12 settimane di vita. Dopo la prima somministrazione bisogna aspettarne altre tre perché diventi valida ai fini dello spostamento.
Il conto è presto fatto: un cucciolo destinato all'estero parte intorno ai quattro mesi, non prima. Sono sei o sette settimane in più rispetto a un affido italiano, che il cucciolo passa qui con noi.
L'attesa per l'antirabbica non è un ostacolo burocratico da aggirare: è il tempo che serve. Chi propone di far partire un cucciolo di due mesi verso un altro paese o non conosce le regole o le sta violando, e in entrambi i casi vale la pena chiedersi cos'altro non stia facendo.
Prima di tutto: dove lo Staffy non può andare
In Germania ci sono due regole diverse, e conviene non confonderle.
- Portare uno Staffy in Germania per viverci è vietato in tutto il paese. Lo dice una legge federale (§ 2 Hundeverbringungs- und -einfuhrbeschränkungsgesetz), che vale in ogni Land e nomina lo Staffordshire Bull Terrier insieme al Pit Bull, all'Amstaff e al Bull Terrier. Il permesso di un Land non basta.
- Le eccezioni sono tre: i cani di servizio (per ciechi, per persone con disabilità, da soccorso); i cani che vivono già in Germania e rientrano da un viaggio; chi abita fuori dalla Germania e ci resta con il cane al massimo quattro settimane, per esempio in vacanza.
- Tenere uno Staffy che vive già in Germania segue invece le regole del singolo Land: in alcuni serve un permesso o un test di carattere, in altri no.
Per questo un cucciolo destinato a una famiglia che abita in Germania non può partire, da noi come da qualunque altro allevamento, in qualunque Land viva.
In Austria e in Svizzera non c'è una legge per tutto il paese come in Germania: le regole cambiano da una regione all'altra, e in alcuni Länder austriaci e in alcuni cantoni svizzeri lo Staffy è nelle liste, con un permesso o un corso obbligatori e a volte regole più severe. Prima di scriverci, controllate cosa chiede il vostro Land o il vostro cantone. Le regole dei vari paesi sono nella pagina Staffy e legge.
Cosa lo accompagna
I movimenti di cani fra paesi dell'Unione Europea seguono il Regolamento UE 576/2013, che stabilisce passaporto, microchip e antirabbica in regola. Non sono formalità nostre: sono requisiti di legge, e senza il cane alla frontiera non passa.
- Microchip conforme allo standard europeo, registrato
- Passaporto europeo, compilato dal veterinario autorizzato
- Vaccinazione antirabbica valida, con le date registrate sul passaporto
- Export pedigree, cioè il certificato genealogico ENCI con il timbro che lo rende trascrivibile all'estero
- Certificato sanitario TRACES, emesso dal veterinario ufficiale della ASL dopo una visita clinica al cucciolo
Il certificato TRACES è quello che sorprende chi non ci è passato: quando un cucciolo viene affidato da un allevatore di uno Stato membro a una famiglia di un altro, lo spostamento è considerato commerciale, e serve il certificato ufficiale. Non basta il passaporto.
Alcuni paesi chiedono in più il trattamento contro Echinococcus multilocularis nei giorni precedenti la partenza. Riguarda poche destinazioni, ma va verificato caso per caso.
L'export pedigree, e perché conviene dirlo subito
Il pedigree italiano, da solo, all'estero non si trascrive. Serve che l'ENCI apponga il timbro Export Pedigree: è quel documento, e solo quello, che il vostro ente cinofilo nazionale accetta per registrare il cane come Staffordshire Bull Terrier di razza.
Come ci si arriva dipende da una scelta fatta molto prima, quando iscriviamo la cucciolata:
- Se sappiamo già che il cucciolo è vostro, lo iscriviamo direttamente a vostro nome. L'ENCI emette il certificato col timbro Export e lo spedisce a casa vostra. È la strada breve.
- Se il cucciolo è già intestato a noi, bisogna prima fare il passaggio di proprietà presso la Delegazione, poi mandare il certificato all'ENCI per il timbro. Stessa destinazione, qualche settimana in più.
Per questo vi chiediamo di parlarci presto: la denuncia di cucciolata si presenta entro i primi mesi di vita, e se a quel punto sappiamo già chi siete, il documento parte per la strada giusta.
Una cosa da mettere in conto: l'export pedigree arriva quasi sempre dopo il cucciolo. Viene spedito per posta all'indirizzo del nuovo proprietario e non viaggia nel trasportino. Il cane parte in regola lo stesso, perché per l'ingresso contano microchip, passaporto, vaccinazione e certificato sanitario. La registrazione presso il vostro ente cinofilo si fa dopo, con quel foglio in mano.
Chi viene a prenderlo
Il cucciolo non viaggia da solo. Niente corrieri, niente stive, niente consegne a metà strada in un parcheggio.
Chi prende un cucciolo viene a Ostellato: è così che vediamo chi affidiamo, e voi vedete la madre, la casa e il posto dove è cresciuto. Vale ancora di più quando si abita lontano, perché è l'unica occasione che avete di verificare di persona quello che avete letto sullo schermo.
Quanto prima muoversi
Se una cucciolata vi interessa, parlatene con noi quando i cuccioli sono ancora piccoli. Servono settimane per organizzare le vaccinazioni nei tempi giusti, fissare la visita per il certificato ufficiale e mettere d'accordo due calendari.
Una premessa onesta
Le regole cambiano. Il quadro europeo è stato aggiornato ad aprile 2026 e i singoli paesi applicano condizioni proprie, soprattutto sui cuccioli giovani.
Quello che leggete su questa pagina è come funziona oggi, ma prima di partire va confermato con il vostro veterinario e con l'autorità sanitaria del vostro paese. Noi facciamo la stessa cosa dalla nostra parte, con la ASL di Ferrara, per ogni singolo cucciolo che esce dall'Italia.
Parlarne prima
Se una cucciolata vi interessa e abitate fuori dall'Italia, scrivetemi quando i cuccioli sono ancora piccoli: l'intestazione della denuncia di cucciolata, il calendario delle vaccinazioni e la visita per il certificato ufficiale si organizzano solo con settimane di anticipo.
Per le cucciolate in programma: cuccioli Staffordshire Bull Terrier.
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