«Ha il pedigree» è la frase che chiude ogni discussione, e non vuol dire quasi niente. Il pedigree dice da chi discende un cane, non quanto vale. E soprattutto: esistono due documenti diversi, con due scopi diversi, e chi non alleva di solito ne conosce solo uno.
Il certificato ENCI: l'atto ufficiale
Il certificato genealogico che l'ENCI rilascia è il documento ufficiale. Certifica chi sono i genitori, i nonni e i bisnonni di quel cane, e riporta i titoli registrati: Campione Italiano, campionati esteri riconosciuti, e gli eventuali esami ufficiali depositati.
È l'unico documento che ha valore legale, ed è quello senza il quale un cane non è iscritto al libro genealogico.
Sul sito ENCI, oltre alla genealogia, trovi anche i risultati in esposizione e i titoli conquistati. È già qualcosa. Ma c'è un limite che nessuno ti dice, ed è il più grosso di tutti:
i cani non li vedi mai. Nemmeno una fotografia, in nessuna generazione.
Leggi una sequenza di nomi con accanto dei titoli, e devi immaginarti dei cani che non hai mai visto. Di un antenato non sai che testa avesse, come fosse costruito, se fosse un soggetto compatto o slanciato: del fenotipo, cioè di come quel cane era fatto davvero, il certificato non dice niente.
E siccome selezionare significa anche correggere una struttura o fissare un tipo, lavorare sui soli nomi vuol dire lavorare mezzi ciechi.
Non contiene nemmeno:
- i test genetici — L2HGA, HC e PHPV non compaiono
- cosa hanno prodotto quei soggetti nelle loro cucciolate
Con il certificato ENCI in mano sai che il cane è chi dice di essere. Non sai com'è fatto, e non sai cosa lascia.
SBTPedigree: dove si guarda davvero
SBTPedigree è un archivio internazionale dedicato allo Staffordshire Bull Terrier, alimentato da allevatori e proprietari di mezzo mondo. Non è un documento ufficiale, ed è proprio questo che lo rende utile: contiene le cose che il certificato non può contenere.
Le fotografie degli antenati, generazione dopo generazione, fin dove arriva l'archivio. È la differenza fra leggere un nome e vedere il cane: capisci che testa aveva, che struttura, come era costruito.
Sulla scheda di Queen, per dire, non leggi soltanto che il padre è Elitebull Prospect: lo vedi, e vedi anche suo padre, e il padre di suo padre. Quattro generazioni di fotografie, una accanto all'altra. Quello che il certificato ENCI non potrà mai darti.
I test genetici, quando chi ha inserito il soggetto li ha caricati.
I titoli, anche quelli esteri che sul certificato italiano non compaiono.
La discendenza: cosa ha prodotto quel cane, in quali accoppiamenti, con quali risultati. È l'informazione che pesa di più e che nessun certificato ti dà — un soggetto si giudica anche da quello che lascia.
La prova di accoppiamento
C'è poi la funzione che uso di più, e che quasi nessuno fuori dall'ambiente conosce: il test mating.
Scegli un maschio e una femmina, e il sistema costruisce il pedigree teorico dei cuccioli che nascerebbero da quell'unione. Da lì vedi due cose.
Su chi vai in consanguineità. Quali antenati compaiono da entrambe le parti, e in che generazione. Non è di per sé un difetto: raddoppiare su un soggetto eccellente è una tecnica di selezione. Diventa un problema quando non sai di averlo fatto.
Con che percentuale. Il coefficiente ti dice quanto stretto è quell'accoppiamento, ed è un numero da guardare prima, non dopo.
Sul valore ideale non c'è un dogma, ed è opinabile: io mi muovo fra il 6 e il 9 per cento. Sotto si perde la possibilità di fissare qualcosa, sopra si stringe troppo.
E non è teoria: Queen è nata così. Ho studiato quell'accoppiamento cercando esattamente quella consanguineità, su quei soggetti, perché mi serviva per il lavoro successivo sulle linee Elitebull. Non è un cane capitato: è un cane voluto in quel modo.
I numeri sono pubblici, sulla sua pagina su SBTPedigree:
- COI 9,14% su otto generazioni — al limite alto della forbice che mi do, e voluto così
- COI 21,526% sul pedigree completo, che il sito calcola su settanta generazioni
- Parentela media 13,84%, e la classificazione che il sito assegna da solo: widespread, line-bred
- Gli antenati su cui si concentra: Eastaff Tally's Man (14 volte in otto generazioni), Judael Both Barrels At Nozac e Wyrefare Prince Naseem (10 volte ciascuno)
Due numeri diversi per lo stesso cane, e nessuno dei due è sbagliato. Il coefficiente dipende da quante generazioni conti: più indietro vai, più antenati comuni trovi, più il numero sale. Chi cita un COI senza dire su quante generazioni l'ha calcolato sta dicendo mezza cosa — ed è un modo elegante per farlo sembrare più basso di quello che è.
Il terzo punto è quello che conta davvero. Non basta sapere quanto si stringe: bisogna sapere su chi. Raddoppiare quattordici volte su un soggetto significa scommettere che quel cane valga la pena di essere fissato — e se ci si sbaglia, si fissano anche i suoi difetti.
È il motivo per cui un accoppiamento si studia per mesi. Non si sceglie un maschio perché è bello o perché ha vinto: si guarda cosa succede quando quelle due genealogie si incontrano.
Come usarlo per controllare un allevatore
Ed è qui che la cosa diventa utile a chi sta cercando un cucciolo, non solo a chi alleva.
Cerca i genitori su SBTPedigree. Se un allevamento ti dice di lavorare su certe linee, quelle linee o ci sono o non ci sono. Il nome del cane basta a trovarlo.
Guarda cosa hanno prodotto. Se una femmina ha già figliato, i cuccioli precedenti sono lì. Vedi come sono venuti.
Confronta con quello che ti hanno detto. Se le due cose non tornano, hai la risposta senza dover discutere.
E un dettaglio che vale la pena conoscere: sul sito ENCI, con il numero di microchip, si consulta anche il numero di cucciolate di una femmina. Serve a verificare il ritmo di un allevamento senza chiederlo a nessuno.
I nostri
I nostri cani sono registrati su SBTPedigree, e da ogni scheda del sito c'è il link diretto alla loro pagina. Nelle schede trovi anche il numero di microchip e il numero di libro genealogico, che sono le due chiavi per fare le verifiche di cui sopra.
Non è generosità: è che un allevamento che pubblica quei dati si può controllare, e uno che non li pubblica no.
Le nostre femmine, con microchip e pedigree
Otto schede: da lì arrivi alle genealogie su SBTPedigree e verifichi da solo.